Roma protagonista nel cinema.

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Roma protagonista nel cinema italiano ed internazionale lo è stata spessissimo; la sua bellezza l’ha infatti resa set ideale per film italiani  e non. Da Fellini a Pasolini, da Woody Allen a Ryan Murphy, molti grandi registi si sono infatti lasciati ispirare dalla “Grande bellezza”* della città eterna e hanno voluto coglierne e celebrare alcuni suoi aspetti.

La Roma bella, quella che lascia estasiati, inebriati, è perfettamente incarnata dall’affascinante Anita Ekberg nel ruolo di Sylvia nel celebre capolavoro felliniano “La dolce vita” (1960); la scena del bagno nella Fontana di Trevi diventerà un classico che entrerà per sempre nella storia del cinema mondiale. Cinquantatré anni dopo, la stessa esaltante bellezza diventa scenario di un altro film, “La grande bellezza” (Sorrentino, 2013), che descrive la città così immersa nello splendore del passato che tanto più risalta rispetto allo squallore del presente.

Accanto alla Roma della mondanità, dei paparazzi, degli scrittori in cerca di ispirazione, delle feste barocche e un po’ cafone, c’è però anche una Roma delle periferie, dei personaggi pasoliniani, delle prostitute e dei ragazzi di strada; una Roma interpretata da attori non protagonisti, nei quartieri intorno alla Casilina, a Centocelle, alla Maranella, in film metafore di quella Italia del sottoproletariato che vive nelle grandi città senza alcuna speranza di miglioramento della propria condizione. “Accattone” di Pasolini (1961) è un film duro e spietato, la logica traduzione visiva dei primi romanzi dello scrittore.

Ma Roma è anche un viaggio in vespa, come nel primo episodio di “Caro Diario” di Moretti (1993), attraverso i quartieri di una Roma estiva e semideserta. Nanni Moretti, nel suo celebre film, la percorre nelle sue bellezze paesaggistiche, architettoniche e monumentali, le quali fanno da sfondo alle riflessioni del regista /protagonista del film. La stessa vespa, molti anni prima, aveva accompagnato la principessa Anna, interpretata da una giovanissima Audrey Hepburn, in giro per una città tutta da scoprire, insieme al giornalista Joe Bradley, interpretato da Gregory Peck, che la conduce nel suo viaggio tra suoni e rumori di una Roma molto “popolare”. Quella scena in Vespa fa il giro del mondo e rende celebre all’estero il nostro motorino. Il film, lo avrete senz’altro indovinato, è “Vacanze romane”.

In questa breve panoramica sui film girati a Roma non possiamo non menzionare film come “Un americano a Roma” (1954), penetrante satira di costume dell’Italia del dopoguerra, diretto da Steno e interpretato da un attore egli stesso simbolo della comicità romana, Alberto Sordi. In molte trattorie romane vi sarà certamente capitato di vedere una gigantografia della famosa scena in cui l’Albertone nazionale pronuncia la celebre frase: “Maccarone … m’hai provocato e io te distruggo, maccarone! I me te magno!”.

Rimanendo in tema di comicità, film come “Un sacco bello” del regista Carlo Verdone, film degli anni ’80,  racconta personaggi buffi, caricature, maschere in una Roma a cavallo di Ferragosto: ritratti ironici, mai volgari, dell’Italia dell’epoca, visti dagli occhi di Verdone e da lui stesso magistralmente interpretati, tanto da essere ricordati ancora oggi a distanza di trent’anni.

Ma Roma, come si sa, non è amata solo dai registi nostrani; la capitale italiana attira infatti da sempre molti registi stranieri che spesso raccontano storie di vacanze e amori italiani, di viaggi e ricerca di sé, con tappa più o meno lunga nella città, come in “Mangia, prega, ama” (R. Murphy, 2010) o “To Rome with love” (W. Allen, 2012). Film che raccontano di uomini e donne che si innamorano di Roma, dei romani, del cibo, della storia, dei mercati. E lo fanno con lo spirito di chi vede questa città come la culla della civiltà, la capitale dell’ironia, della fantasia e, perché no, dei bucatini all’amatriciana.

Forse, rivedere qualche vecchio classico del cinema o qualche film straniero ambientato a Roma farebbe bene anche a noi romani, che la città la viviamo lavorando, stressati dal traffico e dai mezzi pubblici, se non altro per tornare a guardarla con gli occhi sorpresi del turista e apprezzarne quella bellezza che a volte non riusciamo più a trovare.

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AUTHOR: WheninRome
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