Imparare l’Italiano: quale libro usare? ecco tre testi che ci sentiamo di consigliare!

libri per imparare l'italiano

Qual è il miglior libro per imparare l’italiano?

Dopo tanti anni di lavoro come insegnante di italiano a stranieri, ho ancora un tuffo al cuore quando vedo un nuovo libro di testo in libreria e penso: ecco, forse questo sarà IL libro, quello perfetto per imparare l’italiano!

Quale libro? una scelta difficile

Quale libro? che scelta difficile!

Purtroppo, il mio entusiasmo si spegne spesso dopo una rapida occhiata, i libri di italiano per stranieri, a volte, sono così tristi, così poco accattivanti e troppo spesso così graficamente brutti da spegnere tutto il mio entusiasmo. Ovviamente non tutti, con alcuni libri è scattato un colpo di fulmine che non si è mai smorzato, con altri la passione è stata breve e con altri ancora è nato un rapporto di tiepida amicizia.

Mi sono sempre domandata: se fossi io a voler imparare l’italiano, a volere (o a dovere) studiare la nostra lingua, cosa cercherei?

Quando ho studiato altre lingue, non avevo ancora gli strumenti per riconoscere un buon testo e il mio unico riferimento in merito alla qualità di un corso di lingua era l’insegnante, oltre ai risultati che ottenevo.

Ora però, a distanza di oltre 15 anni dal primo giorno in cui timidamente e senza esperienza mi sono approcciata a questo lavoro, mi rendo conto che un testo valido e accattivante è fondamentale, per l’insegnante e per gli studenti.

IMPARARE L’ITALIANO: UN TESTO O PIU’ TESTI?

Come spesso accade nella vita, la fedeltà assoluta è difficile da mantenere, motivo per il quale mi sono sembra sentita a disagio ad affrontare quei corsi dove, per scelta aziendale, mi veniva d’ufficio assegnato un libro di testo.

Tranne casi specifici di target studentesco, ad esempio i corsi ad hoc per medici o giuristi, non apprezzo affatto i libri pensati appositamente per apprendenti anglofoni, arabofoni e così via, e con fermezza assoluta mi dissocio da quelli con le indicazioni nella lingua dello studente. Da tutti.  Ho lavorato con rifugiati politici, migranti di tutte le nazionalità parlanti lingue a me del tutto sconosciute e non ha mai avuto grandi problemi a fare lezione solo in italiano, e con ottimi risultati. Motivo per cui sono del tutto contraria ad usare di una lingua veicolare.

A parte queste considerazioni, trovo comunque che un solo libro di testo sia riduttivo, quindi mi sono sempre affidata una vasta selezione di materiale sparso; soluzione che però ha l’aspetto negativo di risucchiarti in un vortice mortale di fotocopie in cui cadono anche gli studenti, vittime di cumuli di fogli sparsi e volanti. A volte tuttavia questa formula è l’unica praticabile, e l’unico modo per cercare di tenere sotto controllo il tutto è organizzare una dispensa a inizio corso da consegnare agli studenti il primo giorno. Se ci riuscite. Io, con grande onestà, ho sempre fallito in questa impresa, forse perché il fascino perverso della fotocopia volante è più forte di tutto.

LIBRI PER IMPARARE L’ITALIANO: ECCO TRE CONSIGLI

Il mio primo grande amore, come libro di testo, è senza nessun dubbio “Un giorno in Italia”, edito da BONACCI e scritto da Loredana Chiappini e Nuccia De Filippo. Adoro questo libro anche se sicuramente ciò è influenzato dal fatto che le due autrici sono state le mie prime guide nel lungo percorso che mi ha portato ad essere un’insegnante di italiano per stranieri, iniziato con un corso di formazione tenuto proprio da loro.

un giorno in italia Bonacci editore

“Un giorno In Italia” L.Chiappini N. De Filippo, Bonacci editore

Non è solo un legame affettivo però, in questi anni ho compulsivamente divorato tutti i testi in circolazione, e, mi dispiace, con nessuno ho ottenuto gli stessi risultati in classe.

L’idea della trama, della storia di Piero il controllore che con il suo treno attraversa tutta l’Italia, è affascinante per gli studenti, che sono curiosi di sapere cosa succederà a Piero, che cosa farà, in che città si fermerà il treno e così via.

Le attività proposte sono interessanti, hanno un efficacia immediatamente riscontrabile e soprattutto, rispetto agli altri libri di testo, sono intelligenti e culturalmente stimolanti. Spingono lo studente a puntare in alto, lo fanno riflettere su temi non scontati e non gli propongono solo di riconoscere una foto del Colosseo o di chiedere “Buongiorno, vorrei un caffè”.

Alcuni colleghi mi dicono spesso, riguardo ad “Un giorno in Italia”, che lo trovano difficile e adatto solo ad un livello alto. Io personalmente l’ho sempre usato tranquillamente, anche nei livelli più bassi, con grande successo, ma certamente l’esperienza di ognuno è diversa.

Tuttavia davvero nessun altro testo ha mai avuto più fortuna durante la spiegazione del futuro dell’episodio in cui Fabio, lo studente del Dams di Bologna, scappa a Napoli dopo che Giulia l’ha definitamente lasciato per tornare dal suo ragazzo. Sono dieci anni che uso questo testo, e le avventure di Fabio e Giulia non hanno mai lasciato indifferente nessuno!

Negli ultimi anni la casa editrice ALMA ha pubblicato una serie di testi, di cui alcuni a mio avviso davvero molto validi. Il mio preferito è senza dubbio “Piazza Italia” volume 2, scritto da Vincenzo Morano e Alessandra Muzzi.

Piazza Italia Alma Edizioni

“Piazza Italia” 2 V. Morano A.Nuzzi Alma Edizioni

Un testo che deve essere usato come supporto a quello principale, diviso in una serie di percorsi per rivisitare la lingua e la cultura italiana.

Il livello qui deve essere più alto, senza dubbio, e gli studenti devono essere almeno ad un B1 ( io l’ho usato anche con qualche A2 senza grosse difficolta, ma dipende dallo studente)

Le unità sono interessanti e stimolanti, e i temi trattati non sono, per fortuna, quelli della moda, del caffè e degli italiani simpatici ma pigri.

Utilissimo per l’apprendimento del linguaggio quotidiano, della lingua parlata e autentica, insomma lo trovo davvero un testo bellissimo.

 

E LA GRAMMATICA?

Per imparare l’italiano, quanto conta una buona grammatica? Assodato che l’approccio debba essere comunicativo, ritengo che il supporto di un buon testo di grammatica sia fondamentale.

Potremmo parlare per ore di questo argomento, e forse lo faremo in futuro qui sul blog di When In Rome, ma mi limiterò a dire ora che credo che la formula perfetta per un corso sia: un buon testo di base, come “Un Viaggio in Italia”, un buon testo integrativo, come “Piazza Italia” o come tanti altri, e, last but not least, una grammatica come si deve.

La mia scelta?

Anche qui un prodotto di Alma Edizioni, la “Nuova grammatica pratica della lingua italiana” scritto da Susanna Nocchi.

Una grammatica contestualizzata, con esercizi che rimandano ad aspetti della vita quotidiana e della cultura italiana, che dunque non annoiano e che offrono, durante le correzioni, ottimi spunti di conversazione. Una grafica chiara, spiegazioni essenziali e precise e indicazioni comprensibili e mai confusionarie.

Nuova grammatica pratica della lingua italiana Susanna Nocchi

Questi sono i libri di testo che adoro e che credo siano veramente utili per imparare l’italiano, e i vostri?

Martina

WheninRome
AUTHOR: WheninRome

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