Il Balboni A-UNO e A-DUE: recensione

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Andare a Fieritals è sempre una buona occasione d’incontri tra colleghi, di illuminazioni con nuovi stimoli e con nuove uscite editoriali. È ormai il secondo anno consecutivo che faccio di tutto per non perdermi questo appuntamento e che riesco nell’intento, nonostante gli impegni lavorativi e il terribile caldo afoso di Venezia a Luglio. Quest’ultimo, infatti è forse l’unico grande contro di questa interessantissima manifestazione.

Fieritals è la dimostrazione di quanto l’editoria per l’italiano a stranieri sia attiva e di quanto ogni casa editrice sia ormai alla ricerca dei metodi più accattivanti per accaparrarsi studenti e, soprattutto, insegnanti. Il mercato dell’italiano come lingua straniera, sia in Italia che all’estero, è vivo e vegeto e gli operatori dell’editoria sono attivi, come dimostrano le varie presentazioni e occasioni d’incontro ma anche lo stesso programma di Fieritals.

Noi di When in Rome siamo sempre alla ricerca di nuovi testi e materiali, quindi diciamo che un evento come Fieritals è un po’ la nostra panacea. Personalmente non faccio passare troppo tempo tra una visita in libreria e un’altra o tra i vari click sulle pagine degli editori riservate al catalogo. Ovviamente non osservo solo, ma sfoglio, rifletto e – appena possibile – acquisto e sperimento. Un po’ quello che ho fatto con l’ultimo arrivato in casa Bonacci, Il Balboni, avvistato per la prima volta proprio a Venezia.

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Il Balboni e la sua struttura

Attualmente sono in commercio tre volumi del testo, rispettivi ai primi tre livelli del QCER: A1, A2 E B1. Io sono in possesso dei primi due, ed è di questi che vi parlerò in questa recensione.
Al fine di facilitare l’utilizzo del testo e per palesare l’assetto teorico che c’è sotto, l’autore e l’editore hanno redatta un’accurata guida che trovate online.

La guida presenta vari diagrammi esplicativi che partono da lontano. Il primo ci dice infatti che il libro in questione fa parte di un progetto più ampio, che include testi di riferimento e la partecipazioni di altri esperti del settore: Mezzadri, Della Puppa, D’Annunzio, Voltolina, tutti nomi noti a chi abbia studiato glottodidattica. Il secondo diagramma presenta la struttura del testo, mentre andando avanti le pagine di questo breve manualetto la approfondiscono fino a esporre in breve i principi di glottodidattica alla base.

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Il libro e il progetto intero hanno un dichiarato obiettivo: quello di integrare sempre di più, man mano, il materiale cartaceo a quello online, cercando di coniugare tradizione e innovazione.

Ma veniamo al dunque e all’analisi della struttura del testo.

I due volumi sono formati da cinque unità didattiche ciascuno, ognuna delle quali è divisa in “Passi” che corrispondono alle unità di acquisizione. Ogni unità è organizzata secondo il più classico dei percorsi: globalità – analisi – sintesi. Nei diversi “passi” le fasi sono ben evidenziate graficamente.

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Si notano i titoletti in blu: “Analisi” e “Sintesi”

All’interno delle Unità ci sono una o due spazi dedicati alla sezione “Guardiamoci intorno”, che raccoglie attività legate alla civiltà italiana e puramente lessicali.

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Alla fine di ogni unità è presente la “Palestra di italiano” con esercizi di grammatica e ricapitolativi. Altri ancora sono disponibili gratuitamente online, come vedremo in seguito.

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Materiali online

Il materiale online presente sul sito della Bonacci è parte integrante del testo. Come viene spiegato con chiarezza nella guida ciò è stato fatto per rendere il testo cartaceo più agevole e facilmente trasportabile, come pure più economico (attualmente il prezzo di un singolo volume è inferiore a 15 euro). Queste le sezioni presenti sul portale consultabili gratuitamente:

• Lessico (in italiano e in altre lingue)
• Esercizi supplementari
• Guida
• Audio
• Traduzione delle consegne delle Unità 1 e 2
• Grammatica di riferimento
• Costruisci la tua grammatica
• Video di cultura e civiltà italiana
• Canzoni composte appositamente
• Arie d’opera adatte al livello
• Dizionario per immagini

In alcuni casi, come ad esempio la guida o i video, si tratta di materiali abbastanza classici. A mio parere le sezioni più interessanti sono “Costruisci la tua grammatica” e la “Traduzione delle consegne delle Unità 1 e 2”, per motivi diversi.
La Grammatica costruita dallo studente è sicuramente uno strumento innovativo, già accennato in altri testi e di certo sperimentata autonomamente da molti insegnanti, che qui trova un suo spazio ben definito e delineato. All’interno de Il Balboni, infatti, lo spazio riservato alla grammatica è molto limitato, proprio per i motivi di economicità di cui sopra ma anche per lasciare maggiore spazio a “Costruisci la tua grammatica”.
Nello specifico si tratta di un file Word scaricabile (volutamente non ci sono attività da svolgere online, dice la guida, per non creare disagi a chi non ha accesso diretto ad una buona e continua connessione internet) nel quale lo studente deve completare schemi e frasi di spiegazione grammaticale.

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Esempio dell’attività

Si tratta sicuramente uno strumento da far utilizzare ad apprendenti autonomi, con interessi metalinguistici spiccati, ma mi sembra veramente utile, in generale, per un semplice ripasso e, se adeguatamente presentata, per ogni tipologia di discente.

La Traduzione delle consegne è invece uno degli aspetti dei libri che ha sempre destato la mia attenzione. La mia idea è che debbano essere scritte nella lingua dello studio, quella che si sta imparando, proprio perché sono parte integrante del processo di apprendimento. Nell’apprendimento delle lingue si parla tanto di saper fare, quindi mi sembra il minimo attuare il concetto partendo proprio dal materiale didattico. La guida de Il Balboni sembra darmi ragione:

Le consegne sono importanti per l’acquisizione spontanea: costituiscono un input ripetuto, il che aiuta l’acquisizione, ma anche un input molto articolato e vasto; inoltre, le consegne non indicano cose da imparare ma cose da fare, hanno una immediata ricaduta pragmatica, operativa, che dà la soddisfazione di aver capito che cosa fare – piacere assolutamente motivante!

Perché però, tra i materiali online e addirittura nelle prime due unità del cartaceo, troviamo le consegne tradotte? Semplice, se ne fa uno strumento didattico e di riflessione linguistica:

Nelle prime due unità c’è anche un tipo esercizio in cui si chiede allo studente, che per definizione conosce almeno un po’ di inglese, di scrivere la parola corrispondente in italiano di parole inglesi comuni nelle consegne, come listen, read, repeat e così via: scrivendo, le parole che hanno trovato in italiano e in inglese nelle consegne si fissano più facilmente, utilizzando la competenza in inglese come supporto mnemonico per l’italiano.

La cosa non mi dispiace, anzi, lo trovo un buon modo per responsabilizzare lo studente sin dalle prime lezioni e cacciar via ogni alibi di non comprensione delle consegne (attenzione: ironia). Per gli insegnanti, soprattutto le parole della guida, mi sembrano un chiaro strumento di riflessione.

Punti forti e criticità de Il Balboni

Appena ho aperto Il Balboni ho avuto un’impressione di pienezza a livello grafico. Le attività mi sembravano troppo vicine, quasi appiccicate l’un l’altra, come se ad uno spazio fisico corrispondesse anche uno spazio più limitato lasciato alla riflessione. Si tratta probabilmente di un difetto grafico superabile col tempo, anche breve, di utilizzo. Credo infatti che lo studente che lo usa e ci studia si abitui subito e facilmente, oppure non lo trovi affatto disturbante.

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Quello che invece apprezzo moltissimo è l’approccio composito che sta alla base di tutto Il Balboni. Si tratta di un libro ricco di attività comunicative, di materiali audio e video, ma allo stesso tempo sono abbondanti esercizi più classici riguardanti grammatica e lessico. Questo aspetto è di mio gradimento, innanzitutto perché rispecchia molto il mio modo di essere insegnante, che è quello di utilizzare tutto il possibile in classe, soddisfare le esigenze degli studenti e non disdegnare nessun approccio o metodo. Ovviamente non sono l’unica a prediligere questo modo di lavorare ed anzi, noi insegnanti ci facciamo sempre meno integralisti e più disposti a intersecare, sovrapporre e, in fondo, a creare.
L’abbondanza di esercizi ha poi un risvolto pratico e forse anche un po’ egoista; in ogni momento, grazie a tutto questo materiale, l’insegnante ha qualcosa da fare e non si trova mai in difficoltà!

Meno innovativa e entusiasmante è la scelta delle tematiche del libro, che soprattutto per quando riguarda le sezioni riguardanti la civiltà, avrebbe potuto osare di più rispetto ai soli aspetti storico-geografici e a poco altro. In genere preferisco testi che riescono a inserire aspetti della cultura meno mainstream e più a tutto tondo, come la letteratura e il costume in generale (su questi trovo insuperabile Un giorno in Italia).
Tuttavia anche queste pillole di cultura sono utili e ben fatte, in particolar modo se si pensa alla tipologia di discente per il quale sono state pensate.

Di tutt’altra fattura è l’attenzione che oseremmo chiamare “interculturale“, che vede problematiche relative ad un particolare tipo di apprendente prendere spazio. Questo richiama di certo alla collaborazione con D’Annunzio e Della Puppa.

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Problematiche fonetiche di sinofoni e arabofoni.

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Consigli per gli insegnanti

Come scrive l’autore nella guida Il Balboni è sicuramente destinato a un apprendente adulto e autonomo e su questo mi trovo perfettamente d’accordo. Il libro è inoltre adatto all’autoapprendimento, grazie all’abbondanza di materiali, e si presta senza dubbio a studenti molto motivati e con un background di studio medio-alto.
Le schede storico-geografiche, ad esempio, sono sicuramente comprensibili a chi ha basi di conoscenza della storia italiana ed europea anche se non scendono nel profondo. Per intenderci, chi già conosce un po’ la cultura italiana potrebbe voler approfondire di più. Il testo sembra un ottimo inizio per chi ha un interesse ma non ancora troppo coltivato o spiccato.

Questi ed altri elementi più portano ad affermare che vedrei  Il Balboni particolarmente indicato per corsi di italiano all’estero, con discenti adulti o anziani, che studiano l’italiano per piacere ed hanno molto tempo a disposizione per sfruttare il copioso materiale online.
L’attenzione per l’Opera e la musica in genere, le pillole di storia e cucina, tutto sembra convergere verso questa idea. Altri temi riguardanti il vivere in Italia, invece, sembrano adatti a chi per lavoro o per svago ha intenzione di recarsi a breve nel Belpaese. Non mi sembra però materiale utilizzabile in classi di migranti, dove in genere il tempo riservato allo studio a casa è limitato, non sempre la connessione internet è disponibile e le tematiche normalmente affrontate sono differenti.

I miei primi esperimenti

Non avendo al momento possibilità di adottare il testo in un gruppo classe dove, insieme all’estremo opposto dello studio in solitaria, Il Balboni potrebbe rendere di più, ho utilizzato alcune parti nelle lezioni individuali che tengo attualmente.

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Una delle attività che ho utilizzato per il reimpiego del passato prossimo: storia sintetica della Sicilia

I miei apprendenti sono studenti universitari che frequentano dei brevi programmi di studio in Italia, ma non incentrati sulla lingua italiana. Vengono da Paesi extraeuropei, molti sono anglofoni, ed hanno quindi molto spesso una conoscenza limitata della cultura e della storia italiane. Con loro sono molto utili i “Guardiamoci intorno” approfondimenti tematici che riesco ad inserire perfettamente in percorsi brevi e personalizzati.

E voi colleghi, avete già avuto modo di vedere o utilizzare il Balboni? Fateci sapere!

Sara

WheninRome
AUTHOR: WheninRome
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